Parco Fluviale del Po e dell'Orba

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Parco Fluviale del Po e dell'Orba

 

 

News

 

altQuest’anno LEGGERE TRAME investe nell’arte

Una serie di iniziative coinvolgerà artisti dilettanti e professionisti nella lettura e nell’interpretazione del nostro territorio, per mezzo del disegno en plein air e della fotografia.

Un concorso estemporaneo di pittura sul campo, due corsi di disegno in natura, una mostra del fotografo Mark Cooper, una performance di graffiti-writers, una mostra di carte antiche e documenti sul tema “Ponti e mulini lungo il Po”, un concorso di fotografia sullo stesso tema: a queste proposte si affianca un calendario ricco di eventi per godere al meglio delle bellezze e dell’ospitalità locali.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


Tavolo tecnico di concertazione sulla
PROMOZIONE DELLA BIODIVERSITA' 
QUALE ELEMENTO DI VALORIZZAZIONE TERRITORIALE

Disponibile il resoconto della prima riunione del 4 dicembre 2013


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altTurismo e ambiente.
Tra responsabilità e opportunità, le scelte possibili


«Non lasciare che qualcuno dica che - prima del tuo arrivo - qui tutto era bellezza».
Suona più o meno così il monito di una popolazione degli Indiani d’America: concetto chiaro nella sua semplicità, eppure scarsamente elaborato o ampiamente disatteso, tanto da ritrovarci in condizioni di continui allarmi ambientali.
Anche un settore come il turismo - ritenuto “un’industria senza fumi” fino agli anni Sessanta del ‘900 - è chiamato in causa, sia per la pressione che gli ospiti possono portare al territorio, sia per una certa noncuranza delle aziende riguardo a impatti e ricadute della loro attività sull’esterno.
Qualcosa però sta cambiando: aumenta la clientela attenta a una qualità che non si limita al prodotto/servizio e comincia a valutare i comportamenti ecologici dell’offerta. E cresce l’interesse degli operatori verso misure ambientali applicabili nell’impresa e in un contesto allargato, perché non si è un nucleo a sé stante rispetto al luogo in cui ci si trova.
Perciò proponiamo questo manuale, composto da una serie di interventi di esperti in settori diversi che esaminano quanto un’azienda turistica sia in grado di fare in favore delle risorse naturali, affrontando in parallelo gli aspetti di tutela dell’ambiente e di ritorno economico.
Ben consapevoli dei limiti di una pubblicazione del genere. Da un lato, non tutti gli argomenti proposti sono utilizzabili nelle differenti attività che formano il comparto del turismo. Dall’altro, metodi e tecniche si evolvono e cambiano in fretta in vari ambiti: quello che oggi è valido, domani potrebbe essere superato da nuovi indirizzi e opportunità… Qui lasciamo il campo a professionalità, buon senso e volontà delle singole aziende, capaci di tradurre nella propria realtà quanto serve, e di osservare e cogliere le innovazioni.
Ci piacerebbe comunque condividere con le imprese un’idea realizzabile insieme: che l’applicazione delle “buone” pratiche diventi talmente diffusa e di uso comune da permettere di eliminare l’aggettivo, considerandole “pratiche” e basta.

Rinnovare l'edificio in chiave eco

Energia ? Alternativa e pulita !

In azienda, giorno dopo giorno

Spazi all'aperto: progettarli e averne cura "naturalmente"

Di pari passo con le buone pratiche... L'informazione

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altAziende agricole & Ambienti naturali
indirizzi di gestione sostenibile

È un parziale cambiamento di ruolo, integrando le attività produttive con altre di servizio, quel che le norme europee richiedono e la società si aspetta dal settore agricolo in Italia. Si tratta di un passaggio difficile per le aziende, chiamate a cercare modalità di sviluppo diverse, in una visione allargata dove le singole imprese devono interagire tra loro e con la collettività in funzione di una “ruralità” che include anche: occuparsi della manutenzione del territorio, offrire forme peculiari di turismo, contribuire alla tutela degli ambienti naturali.
L’agricoltura stenta a stare al passo con tali domande, soprattutto in una situazione di crisi economica, di scarsità di risorse finanziarie e di possibile rischio di una riduzione dei contributi che sostengono le aziende locali nel confronto con i mercati globalizzati.
Si può prospettare una dimensione in cui competitività e sostenibilità ambientale riescano ad avere pari importanza, a trovare un equilibrio che le valorizzi entrambe?
È l’interrogativo di fondo al quale il libro risponde illustrando il percorso avviato dal Parco Fluviale del Po e dell’Orba insieme ad alcune aziende agricole per ideare una proposta praticabile e soddisfacente, in grado di dare un futuro solido all’agricoltura di questo territorio.
Come tutte le proposte può essere approfondita e perfezionata, però ad oggi ha già ottenuto l’adesione di una quindicina di imprese e l’interesse di chi si occupa di conservazione della natura.
Rivolto agli agricoltori e ai tecnici di formazione sia agronomica che naturalistica, il manuale è articolato in tre parti.
La prima, di inquadramento generale, analizza il rapporto tra agroecosistema ed ecosistemi naturali, fornendo una serie di indicatori utili a quantificare i livelli di biodiversità nelle zone rurali e nelle aziende agricole. Passa poi a esaminare le risorse suolo, acqua e aria, che costituiscono il “capitale naturale” delle imprese, da gestire quindi con attenzione per non depauperarle.
Da ciò derivano due bilanci: al bilancio economico si affianca un’ipotesi di bilancio ambientale, strutturato in base a uscite ed entrate tanto quanto quello classico, necessario all’azienda agricola per valutare risultati e ritorni riguardo alle pratiche sostenibili adottate.
Con la seconda parte si entra nel vivo dei territori dell’Area Turistica del Parco Fluviale del Po e della Riserva Naturale del Torrente Orba, osservati attraverso le tipologie colturali e zootecniche presenti. Alla sintetica descrizione di ciascuna seguono alcuni aspetti-chiave atti sia a ridurre gli impatti, sia a altmantenere e ad aumentare la biodiversità tramite interventi specifici, spiegando come e perché effettuarli.
Protagoniste della terza parte sono le imprese agricole che hanno ottenuto la qualifica di Fornitore di Qualità Ambientale del Parco Fluviale del Po e dell’Orba e il relativo Marchio. Il loro “mettersi in gioco” non si ferma al rispetto dei disciplinari e all’applicazione del Progetto d’Azione concertato con l’Ente: va invece oltre, partecipando a studi sperimentali quali la Valutazione dei Comportamenti Sociali, che rileva l’efficacia delle attività svolte a vantaggio della società e dell’ambiente e individua ulteriori obiettivi per incrementarne gli effetti positivi. A dimostrazione - se mai ce ne fosse bisogno - di realtà aziendali disponibili e capaci di intraprendere strade nuove, spesso impegnative e non necessariamente finalizzate all’erogazione di contributi.
La pubblicazione pone forse più domande che risposte. In effetti, è da leggere solo in parte come una guida tecnica: le tecniche evolvono e le indicazioni contenute nel testo potrebbero presto essere superate. Qui ci limitiamo a fornire spunti e a gettare “sassi negli stagni”, che servano da stimolo verso una sostenibilità non di facciata ma di sostanza.

L’agricoltura di domani? Proposte tra tecnica, ambiente ed economia

 

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Ente Parco

La normativa vigente identifica come Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino un ente strumentale della Regione Piemonte piuttosto complesso e articolato, istituito con la legge regionale 29/6/2009, n. 19 (e s.m.i.), che si occupa di un territorio di circa 19.984,85 ettari. Esso prende origine dalla Riserva Naturale della Garzaia di Valenza, prima piccola area protetta piemontese istituita lungo il Po nel lontano 1979, su una superficie di soli 240 ettari, a cui nel 1987 si aggiunse la Riserva Naturale della Garzaia di Bosco Marengo, ampliata nel 1989 con la denominazione di Riserva Naturale del Torrente Orba.  Nel 1990, con la nascita del Sistema delle Aree protette della Fascia fluviale del Po (il Parco del Po piemontese) suddiviso in tre zone operative - il tratto cuneese, il tratto torinese e il tratto vercellese/alessandrino – cominciarono a prendere forma i nuovi Enti. In quella fase questo Ente assunse la denominazione corrente di “Parco Fluviale del Po e dell'Orba” che mantiene ancora oggi. All'Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino sono affidate in gestione le seguenti aree protette: Riserva naturale Isola Santa Maria, Riserva naturale di Ghiaia Grande, Riserva naturale della Confluenza del Sesia e del Grana e della Garzaia di Valenza, Riserva naturale delle Sponde fluviali di Casale Monferrato, Riserva naturale del Bric Montariolo, Riserva naturale del Boscone, Riserva naturale della Confluenza del Tanaro, Riserva naturale Castelnuovo Scrivia, Riserva Naturale della Palude di San Genuario, Riserva Naturale di Fontana Gigante, Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e Riserva Naturale del Torrente Orba. I Comuni interessati dalle aree protette poc'anzi elencate sono i seguenti: Verrua Savoia (in provincia di Torino), Crescentino, Fontanetto Po, Trino e Tricerro (in provincia di Vercelli), Moncestino, Camino, Morano sul Po, Pontestura, Casale Monferrato, Frassineto Po, Valmacca, Bozzole, Valenza, Pecetto di Valenza, Bassignana, Alluvioni Cambiò, Isola Sant'Antonio, Castelnuovo Scrivia, Bosco Marengo, Casalcermelli, Predosa e Capriata d'Orba (in provincia di Alessandria). Ai confini delle suddette aree protette sono state delimitate le seguenti aree contigue, finalizzate a garantire un'adeguata tutela ambientale, così come previsto dall'articolo 32 della legge n. 394/1991 (Legge quadro sulle aree protette):  Area contigua della Fascia fluviale del Po-tratto vercellese-alessandrino, Area contigua della Palude di San Genuario, Area contigua di Fontana Gigante e Area contigua del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino. La loro superficie complessiva è di circa 12.548,83 ettari.

 
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